Via Pegli

16156 - Genova (GE)

via pegli

D.U.G.
complemento al D.U.G.
D.U.
complemento al D.U.
ex-odonimo

Via

Pegli

Via Mazzini
(approfondimento)

note

legenda

D.U.G. → Denominazione Urbanistica Generica;
D.U. → Denominazione Ufficiale.

G

Confine tra Pegli e Pra’
(verificato su cartografia digitale ufficiale)

F

Castelluccio

F
  1. Castello Vianson
  2. Targa sullo scoglio
F

Castello Miramare
(Castello Chiozza)
(Fortilizio)

F

Pria Pula

Il confine

Unità Urbanistiche di Castelluccio (6) e Pra' (5)

L’incrocio tra Via Ungaretti e Via Pegli viene abitualmente indicato come il confine tra le ex circoscrizioni di Pegli e Pra’. Dalla verifica della cartografia digitale del Comune di Genova e della Regione Liguria, il confine risulta essere molto più a ponente. Castelluccio è un’Unità Urbanistica facente parte con le U.U. di Pegli e Multedo della ex Circoscrizione di Pegli.

Immagini senza logo:
riproduzioni nel rispettodell’art. 70 della legge sulla protezione del diritto d’autore.
(Legge 22 aprile 1941, n. 633)

Luoghi d'interesse

Via Pegli

Castelluccio
(di Pegli)

Approdo e servizi turistici.
Costruzione dei Lomellini – riferimento cronologico 1640 (targa Parrocchia di San Martino).
Il Castelluccio (di Pegli) si trova a circa 275 m dal confine tra le ex circoscrizioni. Il Castelluccio è quindi un monumento pegliese per ragioni amministrative e storiche trovando conferma nella targa della chiesa parrocchiale di San Martino. Nella targa sopracitata, Pegli promette eterna gratitudine alla Famiglia Lomellini per le opere di bene elencate e per alcune costruzioni nell’area pegliese: due ponti sui torrenti Rexello e Varenna e i due fortilizi Castelluccio e Porticciolo.
Via Pegli, 30 – 16156 Genova (GE)
(https://www.marinadelcastelluccio.it/)

Immagini senza logo:
riproduzioni nel rispettodell’art. 70 della legge sulla protezione del diritto d’autore.
(Legge 22 aprile 1941, n. 633)

Pria Pula

Scoglio.
Riferimento per i frequentatori delle spiagge pegliesi di ponente precedenti alla costruzione del VTE. La Pria Pula non è solo un elemento affettivo pegliese ma ha un valore storico dovuto al ritrovamento, nel 1952, di alcuni elementi appartenenti al carico di una nave romana.
(https://www.museidigenova.it/it/relitto-della-pria-pulla-genova-pegli)

Pria Pula

Castello Vianson

Residenziale.
Costruzione 1907 in luogo delle “case sullo scoglio”. L’adiacente sede stradale è stata allargata nel 1933.
Via Pegli, 4 – 16156 Genova (GE)

castello vianson

Targa sullo scoglio

Targa dal valore umoristico sostituita in epoca recente. Dell’originale non si conosce la sorte. Nella foto del 2004 si nota la scoloriturta dei caratteri che ha reso praticamente illeggibile parte del testo. 

Hotel Castello Miramare

Attività alberghiera.
Costruzione 1880 circa.
Adattamento del Castello Chiozza costruito sui resti dell’ex fortilizio Lomellini.
Via Pegli, 2 – 16156 Genova (GE)
(https://www.castellomiramare.it/)

fortilizio - castello chiozza - hotel miramare

Giuseppe Mazzini

ex-odonimo: Via Mazzini

Nasce a Genova il 22/6/1805, terzogenito figlio del Dott. Giacomo e di Maria Drago.

A soli sette anni, dal cugino materno Colonnello d’Artiglieria Giuseppe Patrono, viene così profeticamente “dipinto” in una lettera: “Questo caro fanciullo è una stella di prima grandezza che sorge brillante di vera luce per essere ammirata un giorno dalla colta Europa” (28/8/1812).

Nel 1820, quindicenne, viene ammesso all’università di medicina. Cambia successivamente l’indirizzo degli studi in legge e consegue la laurea il 6/4/1827.

Risale al 1826 il primo saggio “Dell’amor patrio di Dante”. Due anni dopo inizia la collaborazione con il giornale “l’Indicatore Genovese”.

Dopo l’adesione alla Carboneria, attivamente cerca nuovi aderenti. Il 13/11/1830 viene arrestato per la sua attività e tradotto in carcere a Savona. Il 28/1/1831 viene condannato all’esilio ed il 10/2 parte per Ginevra. Dopo varie tappe quali Lione e la Corsica, giunge a Marsiglia dove fonda la “Giovine Italia”. Famosa è la lettera al Sovrano Carlo Alberto per indurlo alla scelta tra la grande causa italiana e la piccola causa della tirannide. “Una, Indipendente, Libera, Repubblicana” così si prefigge di costruire l’Italia. Nel 1832 inizia la pubblicazione della Rivista “La Giovine Italia”.

Già nel 1833 si registrano le prime condanne a morte e le prime esecuzioni degli aderenti all’Associazione. Lo stesso Mazzini viene condannato a morte in contumacia il 26/10.

Il 2/2/1834 fallisce un tentativo di invadere la Savoia.

Costretto a rifugiarsi in Svizzera, espande la sua attività creando la “Giovine Europa” volta ad organizzare una rete continentale di “associazioni” analoghe all’originale italiana.

Le iniziative mazziniane, rivolte anche verso la stessa Svizzera, ne causano una prima espulsione nel 1835 ed una successiva espulsione perpetua nel 1836. Riparato a Parigi viene nuovamente arrestato e costretto a partire per la Gran Bretagna.

Giunto a Londra privo di mezzi economici collabora con alcuni giornali inglesi.

Il 30/4/1840 riorganizza la “Giovine Italia” e pubblica il periodico “Apostolato Popolare”.

Nel 1841 fonda una scuola gratuita e nel 1847 scrive al Pontefice Pio IX.

Risale al 7/3/1848 lo Statuto dell’Associazione Nazionale Italiana redatto dallo stesso Mazzini a Parigi. Lo stesso anno, il 7/4, giunge a Milano liberata dall’occupazione Austriaca per poi raggiungere nel mese di agosto Garibaldi a Bergamo. Lo stesso mese ripara nuovamente in Svizzera.

Il 5/3/1849 su invito di Goffredo Mameli, Giuseppe Mazzini giunge a Roma dopo la proclamazione della Repubblica Romana. Ricopre la carica di Triumviro con Armellini e Saffi. Dimessosi dalla carica “per non seppellire la Repubblica”, è costretto a ripartire per l’esilio il 12/7.

Nel 1851 Mazzini fonda la Società “Amici d’Italia”.

Nel 1857, ritornato a Genova, tenta di organizzare con Carlo Pisacane la rivolta della città. Fallito il moto popolare riesce a fuggire venendo però nuovamente condannato a morte in contumacia.

Sempre a Londra, nel 1858, fonda “Pensiero e Azione”.

Nel 1860, Mazzini ritorna a Genova per poi spostarsi a Napoli e a Caserta dove, con Garibaldi, il 5/11 redige lo Statuto dell’Associazione Unitaria Italiana.

La sua elezione a deputato viene annullata dalla Camera a causa delle precedenti condanne.

Nel 1870 giunge a Genova per poi partire alla volta di Palermo ma, viene arrestato e tradotto in carcere a Gaeta. L’amnistia per la presa di Roma ne permette la scarcerazione ed il ritorno a Londra.

Il 6/2/1872 è nuovamente in Italia sotto falso nome (Brown). Muore a Pisa il 10/3. I funerali solenni vengono celebrati il 17/4 a Genova, impressionante per l’epoca la partecipazione popolare. La salma viene seppellita al Cimitero di Staglieno (Genova).