Cristoforo Bonavino

da | 6 Dicembre 2019 | 0 commenti

Nasce il 27 febbraio 1821 e a soli diciassette anni (1838) decide di intraprendere la carriera ecclesiaistica entrando in seminario ove insegna il futuro Arcivescovo di Genova Salvatore Magnasco.

Nel 1840 entra nella congregazione degli Oblati di S. Alfonso M. de Liguori. Pochi mesi dopo l’ordinazione a sacerdote (1840) viene espulso dall’ordine “per l’intransigenza con cui combatteva il probabilismo alfonsiano”.

Si trasferisce a Genova dove apre una scuola. Politicamente liberale e giobertiano, collabora alla compilazione de “Il Gesuita moderno”. Interviene nella “lotta” contro la Compagnia di Gesù con due pubblicazioni del 1846: “I Gesuiti” e “Autentiche prove contro i Gesuiti”.

Viene sospeso a divinis per la difesa degli “errori” del suo “Corso di religione alle Figlie di S. Bernardo” (1849). Di conseguenza, deposto l’abito ecclesiastico, si dedica agli studi filosofici su consiglio del Gioberti.

Di questo periodo sono: “La filosofia delle scuole italiane” (1852), “Appendice alla filosofia delle scuole italiane” (1853) in cui giustifica la propria apostasia, “La religione del sec. XX°” (1853), “Studi religiosi e filosofici: Del sentimento” (1854) e “Il razionalismo del popolo” (1856).

Lasciata Genova si trasferisce a Torino, diviene mazziniano. Fonda nel 1854 il bimestrale “La ragione”.

Si trasferisce a Milano nel 1859 dove dirige “La gente latina”. Nel 1856 ottiene la cattedra di “storia della filosofia” dell’Università di Pavia e nel 1863 viene trasferito all’Accademia Scientifica di Milano.

Di questo periodo sono: “Letture della storia della filosofia moderna” (1863), “Saggi di critica e polemica” (1871-1872) e “Lettere a N. Mameli su la teoria del giudizio” (1871).

Successivamente inizia un periodo di revisione della propria attività filosofica che lo porta a “L’ultima critica” (1889-1893). Nei tre volumi dice voler essere la “confutazione di tutti i paralogismi, che mi avevano condotto al razionalismo, ed esposizione degli argomenti che mi hanno ricondotto prima alla filosofia tomistica e poi alla fede cristiana”. Il percorso che porta a tale opera passa per la conversione filosofica nel 1879 e finalmente religiosa nel 1889.

In una lettera del 1889 all’Arcivescovo Magnasco annuncia “L’ultima critica” e l’intenzione di ritirarsi in una casa religiosa (santuario di Rho) per confessarsi e riconciliarsi con la Chiesa.

Nel 1892 si ritira nel convento di S. Anna a Genova per continuare il suo percorso di penitenza e completare “L’ultima critica”.

Nel 1893 riprende l’abito ecclesiastico e celebra nuovamente la Messa.

Cristoforo Bonavino muore il 12 settembre 1895 e viene sepolto ne cimitero di Pegli. Sulla sepoltura viene posta la seguente iscrizione:

Cristoforo di Giovan Battista Bonavino sacerdote
filosofo tra i primi dell’età nostra
aveva col pseudonimo di Ausonio Franchi
professato il razionalismo più aperto
ma nell’opera dell’ultima critica
confutò gli errori suoi
riparando splendidamente
il dolore inflitto alla Chiesa di Gesù.
Ritiratosi in Genova
presso i Padri Carmelitani di S. Anna
morì santamente
a 75 anni il 12 settembre 1895
benedetto dal S. P. Leone XIII°
e in questa sua terra natale
deposto per cura della famiglia
che Dio ringrazia
d’averlo richiamato alla luce del vero.

Con il ritorno dei Benedettini, il Parroco di S. Martino D. Aldalberto Sassi pone una targa sulla casa dei Bonavino nel largo detto Zizua (Giuggiola).

Cristoforo Bonavino
nato in Pegli il 27 febbraio 1821
apostata col nome di Ausonio Franchi
seppe ritrovare le vie del vero
e dalla tenebra dell’errore
assurgere
all’eterno splendore del pensiero cristiano
nel centenario della sua nascita
i cittadini
q.m.p.

Il nome di Cristoforo Bonavino viene oggi ricordato mediante la piazza antistante il Palazzo di Villa Doria ad esso intitolata.

Ipotesi sul luogo di nascita

La storia ufficiale vuole che Cristoforo Bonavino sia nato in Vico Condino nel palazzo dove oggi è visibile la targa commemorativa dei suoi natali. A mio parere è invece molto probabile che l’abitazione ove nacque si trovasse un tempo sul lato mare del Lungomare.

 

La versione ufficiale si basa oltre che sulla targa, anche sul libro di G. Salvi. Nel testo si indica che i nonni ed i genitori di Cristoforo abitavano nella casa dell’oratorio sul mare ora demolito senza però specificare se la nascita sia effettivamente avvenuta in quella casa. Successivamente indica nella Crosa verso S. Martino (Vico Condino) il luogo di collocazione della targa sulla casa dei Bonavino.

 

Alcune indicazioni fornite nel libro risultano a mio parere lacunose e fuorvianti. Leggendo il testo e guardando alcune foto, si possono fare alcune ipotesi …

1. LA CASA DI FAMIGLIA

  •  Il testo di G. Salvi indica “la casa dell’oratorio” sul mare (oggi abbattuta) come abitazione dei genitori e dei nonni ma, è molto probabile che si tratti anche del luogo di nascita nonostante non venga esplicitamente affermato.
  • Una rivista non identificata riporta una foto con didascalia indicante la foto della casa natale sul mare all’incrocio tra il Lungomare e Viale Durazzo Pallavicini.

 

2. L’ORATORIO COME PUNTO DI RIFERIMENTO

  • La foto dell’oratorio abbattuto è compatibile con la localizzazione costiera e la conferma viene dal confronto di due carte di Pegli (Vinzoni e “1920 circa”). Le ombre sulla facciata della chiesetta sembrano confermare che si tratti di un edificio inclinato rispetto all’asse nord – sud e fotografato nel suo prospetto nord alla mattina da un osservatore rivolto verso sud.
  • L’edificio alla destra dell’oratorio ha però tre piani superiori e non quattro come quello indicato nella rivista.
  • Nella foto della rivista si vede il palazzo, ancora oggi esistente, all’imbocco di Vico Sinope. Quindi, secondo la foto della rivista, la casa di Cristoforo Bonavino è più a ponente dell’oratorio abbattuto.

 

3. ANALISI DELLA TARGA

  • Il libro di G. Salvi afferma che la targa è stata collocata in Vico Condino. Credo invece che ciò non sia vero.
  • Già da una rapida osservazione si può notare che la scritta “… IN PEGLI IL …” ha una spaziatura eccessiva rispetto alla spaziatura standard del resto del testo. Entrando nel particolare si possono notare alcuni buchi in prossimità di “… IN PEGLI IL …” e congiungendoli sono compatibili con la scritta “… IN QUESTA CASA IL …”. Da ciò si può ipotizzare che la targa originariamente fosse collocata altrove e quindi sulla vera casa natale di Cristoforo Bonavino. Solo successivamente, probabilemte all’abbattimento dell’edificio sul mare, la targa è stata spostata e modificata al fine di ridarle senso storico.

 

4. CONCLUSIONI

  • E’ lecito pensare che la casa natale di Cristoforo Bonavino fosse sul mare all’incrocio tra il Lungomare e Viale Durazzo Pallavicini e che la targa su di essa posta sia stata ricollocata successivamente in Vico Condino dopo essere stata modificata.

 

foto e ricostruzioni

B … S.S. Trinità (Oratorio Disciplinanti?) [non più esistente]

A … il palazzo all’imbocco di Vico Sinope
B … la probabile localizzazione dell’Oratorio
C … la probabile localizzazione della casa natale di Crisotforo Bonavino

Analisi delle ombre e loro compatibilità con la localizzazione degli edifici

Palazzo all’imbocco di Vico Sinope da confrontare con la foto della rivista

Il particolare della targa
(immagine grande)

Ricostruzione grafica della scritta originale sulla targa

Testo di G. Salvi

Testo di G. Salvi

Beato Martino da Pegli
Cristoforo Bonavino
Aldo Cestino
Padre Teodoro Ciarafoni
Fabrizio De André
Papa Benedetto XV°
Istanbul e Benedetto XV°
la nascita di Benedetto XV°
Marchesa Clelia Durazzo
Mario Emanuelli
Alberto Lupo
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Teologo Giuseppe Parodi
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