Lo Stemma di Pegli

da | 10 Febbraio 2002 | 0 commenti

Grazie ad una raffigurazione dello stemma del 1925 (probabilmente proveniente dal Comune di Pegli), si può notare che l’attuale rappresentazione si discosta in più punti da quella più vecchia.

Lo scudo è di forma sannitica come l’attuale e gli smalti all’interno dei quattro riquadri sono l’argento e l’oro poi graficamente semplificati in bianco e giallo.

Il 1° riquadro, in alto a sinistra, contiene la croce della città di Genova su smalto d’argento.

Il 2° riquadro, in alto a destra, presenta la raffigurazione di una palma su smalto d’oro.

Il 3° riquadro, in basso a sinistra, non sembra contenere un pino marittimo come riportano le stampe attuali bensì una robinia su oro [vedi conclusioni].

L’ultimo riquadro, in basso a destra, contiene il “caduceo di Mercurio” su smalto d’argento.

I rami intrecciati sotto lo stemma sono di rovere ed alloro.

Sul portone dell’edificio scolastico “Giovanni Pascoli” sito in via Opisso, è raffigurato uno stemma di Pegli. Anche questa rappresentazione si discosta dall’originale. I due alberi, in alto a destra e in basso a sinistra, sono molto simili tra loro. Mentre il secondo potrebbe assomigliare ad un olivo, è evidente che il primo non è una palma.

Sul soffitto del salone del “Comune di Pegli” è presente un dipinto. Al suo interno è possibile notare lo stemma di Pegli in una delle versioni più vicine all’originale.

All’ingresso del “Comune di Pegli” si può osservare uno stemma dorato. Solo la croce posta nel primo quadrante è ancora visibile. Purtroppo la corona non corrisponde a quella corretta.

Lo stemma posto sul prospetto sud di un edificio privato di Via Pegli si rifà alla raffigurazione dello stemma del 1925.

Lo Stemma del Comune

Esistono alcune differenze tra lo stemma di Pegli e lo stemma del suo Comune; oltre al diverso “fiocco” che lega i rami, è evidente il fatto che al posto della palma del 2° riquadro vi è solo un ramo di palma e le radici della robinia sono state coperte.

La concessione

UMBERTO I°

Per grazia di Dio e per Volontà della Nazione

RE D’ITALIA

Ci piacque con Decreto del 16 Aprile ultimo concedere al Comune di Pegli (Genova) la facoltà di particolare stemma. Ed essendo stato questo Decreto trascritto come avevamo ordinato, nei registri della Consulta Araldica, della Corte dei Conti e dell’Archivio di Stato di Roma, vogliamo ora spedire al Comune concessionario. Perciò, in virtù della Nostra Autorità Reale e Costituzionale dichiariamo che il Comune di PEGLI ha diritto ad innalzare lo stemma miniato nel foglio qui annesso che è: inquartato al 1° d’argento alla croce di rosso; al 2° d’oro alla palma nodrita sulla pianura erbosa, il tutto al naturale; al 3° d’oro all’olivo, al naturale sradicato e con rami decussati; al 4° d’argento al caduceo di rosso. Esso stemma sarà cimato dalla corrispondente corona, formata da un cerchio di muro d’oro, aperto di quattro porte, sormontato da otto merli dello stesso, uniti da muricciuoli d’argento. Comandiamo poi alle Nostre Corti di Giustizia, ai Nostri Tribunali ed a tutte le Potestà civili e militari, di riconoscere e di mantenere al Comune di Pegli i diritti specificati in queste nostre Lettere Patenti, le quali saranno sigillate col Nostro Sigillo Reale, segnato da Noi dal Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dello Interno, Presidente del Consiglio dei Ministri, e vedute dalla Consulta Araldica.

Date in Roma, addi sette del mese di Maggio dell’anno milleottocentottantadue, quinto del Nostro Regno.

Vedute e trascritte nei Registri della Consulta Araldica oggi nove maggio milleottocentottantadue.

p. IL CANCELLIERE

DELLA CONSULTA ARALDICA

A. Fantacci

Conclusioni

Se la trascrizione della concessione dello stemma dovesse risultare corretta (nulla sembra provare il contrario), bisogna ammettere che col passare di “pochi” anni ha subito molti cambiamenti in base ad inspiegabili interpretazioni, anche da parte del Municipio che avrebbe dovuto garantire la continuità e autenticità del simbolo.

Analizzando nei particolari si può notare che la croce rossa su smalto d’argento nel 1° quadrante in alto a sinistra, è forse l’unico elemento invariato. La palma che secondo la concessione doveva rimanere “nodrita sulla pianura erbosa” (con le radici nascoste dal terreno) come da raffigurazione del 1925 nello stemma comunale addirittura diventa solo un ramo di palma. Nel 3° riquadro (in basso a sinistra) l’albero oggi interpretato come pino marittimo, nel 1925 come robinia, era in realtà un olivo con rami incrociati e con radici a vista. Il Comune di Pegli lo modifica coprendo le radici. Il Caduceo di colore rosso presente nel 4° quadrante subisce una lieve modifica in tempi moderni colorando di verde i serpenti.

L’alloro ed il rovere intrecciati sotto lo stemma, a volte rappresentati con rami di altre piante, non sono citati nella concessione.

Anche la corona non sembra mantenere la forma originale con il passare degli anni.

Mentre i cambiamenti da olivo a robinia ed infine a pino marittimo possono essere spiegati con una semplice e graduale modifica del disegno mal interpretato, è più difficile trovare la ragione della drastica modifica della palma. Cosa ancor più strana è che a compiere queste variazioni sia stato proprio il Municipio di Pegli.

Fonti bibliografiche e fotografiche

“appunti e materiale su Pegli”
collezione privata
(informazioni e immagini varie)

introduzione
le prime zone storiche
la viabilità originale
il porticciolo
la sicurezza del paese
le attività marinare
le colonie
la cartina del Vinzoni
prima del 1900
dopo il 1900
lo stemma di Pegli
lo stemma di Pegli, storia e chiarimenti
riscoprire tabarca
nueva tabarca
il toponimo Pegli

(contributo)