Si tranquillizzino gli amici di Sant’Olcese, comune del quale urbanisticamente la (oggi) splendida Villa Serra fa parte: “contro” non va inteso come “scontro”, bensì come “confronto”. Perché questo confronto? Ma perche vi si possono cogliere due atteggiamenti contrastanti della Civica Amministrazione Genovese.

Infatti, dal 1982 la nostra Amministrazione Civica fa parte del Consorzio di Gestione di Villa Serra (la Villa risale al 1850), assieme ai Comuni di Sant’Olcese e Serra Riccò. Genova è “azionista” del Consorzio per 709 millesimi, e quindi di gran lunga il maggior finanziatore del Consorzio stesso.

Ricaviamo l’onere economico del Comune di Genova dai dati esposti dal presidente del medesimo (l’ex amministratore comunale genovese dott. Casista) nel convegno “Il Parco storico: storia, restauro e gestione” tenutosi a Palazzo Tursi il 3 Ottobre u.s.

Dunque nel 2007 il Consorzio ha avuto un bilancio di circa un milione di Euro: coperto per il 42,93 dai gestori del Consorzio, pertanto il contributo del Comune di Genova dovrebbe aggirarsi attorno ai 250-300.000 euro annui.

Non male come vitalizio, ma comunque i risultati di questi 25 anni di esborsi sono eclatanti. La Villa ed il Parco, già appartenenti all’ennesima Opera Pia, anche per gli effetti della seconda guerra mondiale erano in completo sfacelo.

Oggi la villa è uno splendido esempio architettonico di neogotico in stile Tudor, mentre il Parco, adagiato nella valletta del rio Comago opportunamente ricanalizzato, gode di due ameni laghetti (a suo tempo interrati) contornati da prati all’inglese ed esemplari arborei di gran pregio.

Le ex stalle e la Torre oggi formano la locanda-ristorante “Il cigno nero”, mentre i saloni della villa possono essere affittati per congressi, cerimonie, rinfreschi, sposalizi, set cinematografici e quant’altro possa economicamente contribuire alla manutenzione e gestione del complesso, che ha creato diversi posti di lavoro.

Oggi l’ingresso al Parco costa 2 euro, e sono previsti economici abbonamenti annuali alla portata di tutti.

Complimenti quindi al Consorzio, ma permetteteci una bonaria tirata d’orecchi alla Civica Amministrazione genovese, proprietaria in toto di Villa e Parco Doria. Eppure il Parco di Villa Doria non sarebbe da meno.

Ben più antico, risale al 1450, è adagiato nella valletta del Rio Archetti; il grande Architetto Alessi ne curò l’assetto e la costruzione del lago: complesso scenografico naturale tanto bello da essere citato addirittura dal Vasari.

Incredibilmente, negli stessi anni in cui il Comune di Genova recuperava il laghetto maggiore di Villa Serra, tragicamente provvedeva all’interramento di quello di Villa Doria, interramento che successivamente ne ha provocato il parziale franamento del fronte di sostegno.

Mentre pian piano il complesso di Villa Serra recuperava l’antico splendore, grazie anche al generoso contributo del Comune di Genova, quello di Villa Doria, per tragica assenza di cura, manutenzione e finanziamenti, deperiva sino alle condizioni di degrado attuale.

Ultimamente si è visto un timidissimo tentativo di ripresa grazie ad alcuni cittadini che volontariamente cercano di contrastare il degrado, ma quale impari se pur generosa lotta operare su 115.000 metri quadri di Parco!

Quali le speranze per il futuro? Rosee per Villa Serra, che potrà disporre di 1.500.000 Euro di fondi residui dalle Colombiane, funeree per Villa Doria, per la quale, come sempre, in termini di finanziamenti c’è il nulla.

A meno che, come ebbi già a dire, considerato anche l’incendio avvenuto nella parte alta del Parco, tutto questo “nulla” non sia preludio ad una sua lottizzazione.

L’esempio gestionale di Villa Serra ovviamente, come dice lo stesso Presidente Casissa, non può essere esportato in tutti i parchi: Villa Doria, con le parti non museali occupate da scuola e associazioni no-profit (una addirittura nella torre) attualmente mal si presta a trasformarsi in un centro polifunzionale come Villa Serra.

Il Parco però potrebbe essere facilmente salvato: è contiguo al Parco di Villa Pallavicini, e ad esso potrebbe essere unificato, consentendo ai fruitori dello scenografico ottocentesco percorso di Villa Pallavicini un prosieguo in un Parco cinquecentesco (adeguatamente ripristinato) di indiscutibile bellezza e valore, idoneo a fungere da Parco musicale – letterario.

Pertanto potrebbe essere costituito un Consorzio per gestire e curare manutenzione e sviluppo dei parchi unificati e del complesso di Villa Pallavicini: il tutto ha concrete possibilità di arrivare ai livelli di fruizione ed auto sostentamento di Villa Serra di Comago.

Certamente vi sarà bisogno di un “vitalizio” come per Villa Serra: Genova, così generosa verso l’hinterland, non può essere altrimenti in casa propria.

Manlio Riccio

Presidente dell’Ass. Amici dei Musei e delle Ville di Pegli