Noi i “carlofortini nel mondo” siamo un gruppo di originari sparsi nel mondo e amanti dell’isola di San Pietro e della sua pittoresca Carloforte. Ci siamo ritrovati su internet per mantenere i nostri legami con “u paise” tramite il nostro sito:

Siamo un gruppo di discendenti di TABARCHINI.

Come sapete, un gruppo di Pegliesi migrò per ben due volte :

– Nel 1540 per Tabarca, e successivamente nel 1738 per fondare Carloforte nell’Isola di San pietro.

– Poi nel 1738 migrarono ancora 26 Famiglie Pegliesi colonizzare la stessa isola.

Il destino di Pegli e di Carloforte era di gemellarsi nel 1957 .

Noi, partiremo il 5 Luglio “Sulla rotta degli avi” dallo stesso golfo che vide partire le famiglie pegliesi. Ci piacerebbe se fosse una delegazione di Pegliesi a festeggiare con noi questa partenza STORICA.

Che ne pensate ??

Noi non chiediamo denaro. Soltanto un gesto di amicizia per questa partenza e per ciò che storicamente vuole rappresentare.

Il nostro scopo è fare conoscere la storia dei nostri avi che hanno vissuto le difficoltà sullo “scoglio” di Tabarca, e poi hanno trovato il coraggio e la forza di fondare Carloforte.

ERANO PEGLIESI e il dialetto anche oggi è rimasto molto vicino a tale punto che nel autunno 2002, è stato confermato “dialetto ligure” nel quadro dell’Europa da una commissione di sindaci riuniti per promuovere le “lingue regionali”. Speriamo che la nostra chiamata attirerà la vostra attenzione.

Non c’è molto tempo da perdere. È vero, non abbiamo voluto far qualche cosa prima di essere sicuri che la traversata diventasse realtà ma oggi c’è la barca, c’è l’equipaggio e cosi vi portiamo a conoscenza l’avvenimento.. Per il semplice piacere di sapervi solidali con noi.

1 – Il progetto

2 – L’equipaggio

1 – Il progetto:

Il link dedicato al progetto:

http://www.isoladisanpietro.org/canali/ml/traversata/

Il nostro progetto è nato tramite il gruppo dei Carlofortini nel mondo, nel mese di gennaio 2003.

E la congiunzione dei numerosi scambi d’idee tra appassionati di mare, di vela e di navigazione e altri appassionati della storia e più particolarmente di quella dei nostri avi soggeti della maestranza navale della Serenissima Repubblica sul mediterraneo occidentale fino all’alba del seicento

Cosi, abbiamo deciso di fare rinascere, per mare, a vela la “Rotta degli avi” che avevano seguita le ventisei famiglie di Pegli che dovevano incontrarsi, il 17 Aprile 1738, sull’isola di San Pietro con cento famiglie rimpatriate esse, dall’africana isola di Tabarca.

Conto tenuto del fatto che le famiglie tabarchine erano anche di ceppo pegliese e parlevano lo stesso dialetto ligure dei pegliesi gia chiamato all’epoca “tabarchino” ma comprensibile da ambi i nativi, la fusione si fece velocemente e si stabilirono insieme per lo sviluppo di San Pietro che prima del loro arrivo era disabitata.

Questa volta, noi, che faremo anche altre traversate storiche dello stesso genere collegate a Pegli, Tabarca, Carloforte senza dimenticare i nostri “Cugini” di Calasetta e di Tabarca Nueva di Spagnia anche fondate da gente tabarchina di ceppo “pegliese“, ci lanceremo nel seguire le orme del gruppo pegliese del 1738, da Arenzano (Pegli) a Carloforte, fino all’apparire all’orizzonte del profilo di quest’isola verde.

Il 5 Luglio 2003 ci imbarcheremo, lasciando le coste ligure, costeggiaremo la Corsica e la Sardegna prima di giungere Carloforte nel pomeriggio del 11 Luglio con, osiamo sperarlo, un’accoglienza calorosa di tutti I nostri “carlofortini nel mondo”.

La barca non sarà del tipo qui sopra mostrato, perché questo è un acquerello dipinto scherzosamente, da un membro della spedizione. Neanche del tipo infra che, purtroppo, hanno troppo conosciuto i nostri avi e gli Italiani in generale.

La barca che ci porterà sara un moderno Oceanis 393, costruita dai cantieri Beneteau. Fornito da “Carloforte Sail Charter” che ci ha aiutato a realizzare questo piccolo sogno. Servirà a rivivere, in migliori condizioni certamente, l’emigrazione dei padri fatta due cento sessanta quatr’anni prima.

Si puo imaginarla del tipo seguente:

2- L’equipaggio

E composto delle persone elencate dopo:

Le marinaie per ordine alfabetico sono, Assunta, Laetitia, Mireille e Raffaella.

Assunta:
Carlofortina nel mondo.
48 anni, abita in campagna.
Artista pura, scultura ed ora acquerelli gridanti di verità.
Porta sempre con lei, in tasca, un penello o due e un pezzetino di carta o un quadernetto dove annotare impressioni o colori.
Pittore dell’impresa.

Laetitia:
15 anni, Francesa, figlia di Jean-Bernard.
Viene con suo padre che vuole avviniciarla alla storia del suo ceppo tabarchino.
Farà anche un’esperienza indimenticabile di viaggio e di cultura.

Mireille:
Francesa, moglie di Jean-Bernard.
Segue il suo marito e si prepara a sopportare le sofferanze della vita marinaia.
Ma condivide con tutti gli scopi importanti dell’impresa.

Raffaella:
Partecipa per spirito di avventura, e perchè no …
per prendere un pò di sole e di mare.

I marinai per ordine alfabetico, comprendono, Jean-Bernard, Luca e Mauri.

Jean-Bernard:
56 anni, Francese, uno dei discendenti del Danovaro di Tabarca che fu primo eletto “Mustassaffo” di Carloforte (braccio armato del capitano di giustizia) nel 10 Gennaio 1740. Uno suoi figli, Agostino fu nel 1774, capomastro costruttore della chiesa di Carloforte poi nel 1790-91 eletto sindaco del consiglio comunitativo di Carloforte. Da un anno che ha scoperto le sue radice tabarchine, J.B. ha scritto una mezza decina di articoli per fare conoscere Tabarca e San Pietro in Francia e per tentare di radunare i Tabarchini di Francia che devono essere un buon migliaio o più . Sta preparando un libro in Francese sulla stessa storia, ma quando finirà?

Luca:
Un appassionato di Carloforte, conquistato dalla bellezza dello “scoglio” durante un periodo di ferie con la fidanzata, “stregato” è il caso di dirlo da questa passione per un luogo e per la sua cultura, e si prepara all’impresa anche attraverso gli studi per la patente nautica conseguita appositamente …

Mauri:
Il “motore” dell’impresa ed il “comandante” della barca.
La sua famiglia di origine carlofortina ed un nonno insegnante al nautico gli hanno fatto crescere nel sangue il tasso “salino” ed è per questo che ha spinto in questo modo ed in essa profuso tante energie …
La sua ricompensa sarà una vela bianca sullo sfondo di carloforte …
Un sogno da sempre nel luogo dove ha imparato ad amare il mare. E dove ha scoperto la passione per la vela.

Conclusione:

Navigare necesse est

In memoria
In questo anno bicentenario del riscatto dei schiavi
1803-2003

E che ci protegga la Madonna dello Schiavo