In data 3 aprile è stata pubblicata sul SECOLO XIX la decisione presa dal Sindaco di Genova in merito alla richiesta di autonomia per Pegli e Nervi.

Il Sindaco e la Giunta hanno espresso parere contrario adducendo a motivazione l’impossibilità per i due comuni dalle limitate dimensioni di gestire i servizi e le infrastrutture.

La già citata “limitata dimensione”, l’inserimento nel contesto urbano “metropolitano” e la futura applicazione della legge sull’ente locale “Città Metropolitana” hanno fatto propendere la Giunta per un parere negativo discusso e approvato martedì 8 aprile in Consiglio Comunale.

Vengono portati ad esempio di gestione impossibile: i finanziamenti straordinari in preparazione al G8, gli interventi a Villa Doria e Villa Pallavicini ed il rifacimento della passeggiata a mare.

Indipendentemente dalle opinioni autonomistiche o meno è però importante notare che in questi anni Pegli non ha goduto di una particolare attenzione da parte del Comune. La passeggiata a mare è stata realizzata incompleta, Villa Pallavicini (visitabile a pagamento) è per metà inagibile o non aperta al pubblico, Villa Doria è in condizioni peggiori e dal Museo Navale sono stati trasferiti numerosi “pezzi”.

Per quanto riguarda il lungomare, il 26 marzo la Circoscrizione ne ha chiesto il completamento al Comune (in realtà solo fino al Castello Vianson escludendo la zona “Risveglio” e la strada fino a Pegli Lido) unitamente alla passeggiata a mare e vari altri interventi a Voltri. E’ notizia del 6 aprile (SECOLO XIX) che il Sindaco si è impegnato a cercare i finanziamenti per i lavori voltresi. La parte pegliese? Nell’articolo non se ne parla.

Il progetto “Città Metropolitana”, sempre che venga effettivamente portato avanti, prevederebbe una sorta di ampliamento ulteriore di Genova in sostituzione dell’ente Provincia senza però garantire la realizzazione di una Municipalità di Pegli.

Dopo la storica unificazione nella “Grande Genova”, oggi viene proposta (senza garanzie di tempi, confini e competenze) l’attuazione della Città Metropolitana, una sorta di “Mega Genova”. Sarebbe stato preferibile che il Comune invece di rispondere solamente “no”, avesse rilanciato proponendo la realizzazione di una circoscrizione specificamente pegliese con più ampli poteri, come sembrerebbe consentito ai comuni con più di 300.000 abitanti.

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267

“Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Supplemento Ordinario n. 162

omissis

Articolo 17

Circoscrizioni di decentramento comunale

1. I comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti articolano il loro territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento, quali organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonche’ di esercizio delle funzioni delegate dal comune.

2. L’organizzazione e le funzioni delle circoscrizioni sono disciplinate dallo statuto comunale e da apposito regolamento.

3. I comuni con popolazione tra i 30.000 ed i 100.000 abitanti possono articolare il territorio comunale per istituire le circoscrizioni di decentramento secondo quanto previsto dal comma 2.

4. Gli organi delle circoscrizioni rappresentano le esigenze della popolazione delle circoscrizioni nell’ambito dell’unita’ del comune e sono eletti nelle forme stabilite dallo statuto e dal regolamento.

5. Nei comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti lo statuto puo’ prevedere particolari e piu’ accentuate forme di decentramento di funzioni e di autonomia organizzativa e funzionale, determinando, altresi’, anche con il rinvio alla normativa applicabile ai comuni aventi uguale popolazione, gli organi di tali forme di decentramento, lo status dei componenti e le relative modalita’ di elezione, nomina o designazione. Il consiglio comunale puo’ deliberare, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, la revisione della delimitazione territoriale delle circoscrizioni esistenti e la conseguente istituzione delle nuove forme di autonomia ai sensi della normativa statutaria.

omissis