Con la precedente revisione degli orari e dei biglietti si erano registrati pesanti tagli al numero di corse, lo scoordinamento con i mezzi su gomma dal Porto Antico e l’introduzione di una tariffa dedicata a durata limitata praticamente inutilizzabile per uso composto (bus+navebus+bus). “Ottimisticamente” si poteva pensare di aver finalmente toccato il fondo. Purtroppo l’ultima riorganizzazione del servizio ha introdotto nuove mutilazioni (con promesse di incrementi estivi) e cambi tariffari al limite dell’assurdo.

È ormai inutile analizzare i tagli alle corse ormai così esigue da somigliare alle partenze di antiche navi limitate da venti e maree. Si guardi invece alle tariffe. Resta in vigore il “geniale” biglietto da 60 minuti + 1 corsa NaveBus a 1.50 euro e “impreziosito” dalla limitazione per soli residenti. “Si acquista esclusivamente a bordo di NaveBus presso il personale in servizio e dietro presentazione di un valido documento di identità riportante la propria residenza.” Sarà interessante verificare i documenti di numerosi residenti d’estate con il battello completo di tutti i passeggeri trasportabili. I non residenti saranno “puniti” con un biglietto dal costo doppio: 3 euro (probabilmente per il solo battello). A fronte di nessun beneficio, l’accoglienza turistica viene cancellata. La tariffa è scontata di 50 centesimi/cad per comitive di trenta “non residenti”. Al momento sul sito AMT non si vede l’immagine del biglietto per non residenti e sarebbe interessante scoprire se esistono altri servizi AMT con rincaro per non residenti (apparentemente no) o questa figura da avidi è riservata solo alla linea NaveBus. Perla finale per colpire a fondo il viaggiatore non abbonato, l’inutilizzabilità del biglietto da 24 ore sul battello. L’unico biglietto che permetteva ai non abbonati di muoversi sulle lunghe percorrenze con il NaveBus nell’arco di una giornata non è più valido per il battello.

Non si può essere soddisfatti per la prosecuzione del servizio in questi termini sempre più somiglianti a cavillosi accanimenti volti a limitarne l’uso.