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Villa Pallavicini e i luoghi del cuore 2° posto nazionale
Martedì 3 febbraio 2009 durante la conferenza stampa del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) relativa all'iniziativa "i Luoghi del Cuore",
alla Villa Pallavicini vennero attribuite 820 schede collocandola in ventesima posizione nella graduatoria nazionale.
A circa una settimana dall'annuncio, il FAI comunica di aver aggiornato la classifica. Come indicato nel comunicato stampa,
ulteriori 4694 schede, "non conteggiate prima a causa di un disguido nella spedizione", portano il totale a 5514.
Il nuovo calcolo fa quindi balzare Villa Pallavicini al secondo posto nella classifica nazionale.
Pegli.com ringrazia i promotori e organizzatori della raccolta "capitanati da Franco Galbo" e si congratula per il lusinghiero risultato ottenuto.
Ghe.Ra.
villa pallavicini
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le fotografie
cartoline e fotografie
Genova turistica - percorso n°5
comunicato stampa FAI
VILLA DURAZZO PALLAVICINI A GENOVA PEGLI
SALE AL SECONDO POSTO DELLA CLASSIFICA NAZIONALE
DELLA 4° EDIZIONE DEL CENSIMENTO "I LUOGHI DEL CUORE"
5.514 segnalazioni contro l'abbandono e il degrado
Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli sempre più "luogo del cuore" dei liguri e degli italiani:
sono ben 5.514 le segnalazioni giunte al FAI di persone allarmate per l'avanzato stato di degrado e
abbandono in cui oggi versano la Villa e il suo splendido parco, considerato uno tra i più straordinari
giardini romantici d'Europa.
Agli 820 voti pervenuti in precedenza e comunicati in conferenza stampa - 3 febbraio 2009 - , che
avevano fatto attestare Villa Durazzo Pallavicini al 20° posto della classifica relativa alla quarta
edizione del censimento "I luoghi del cuore" realizzato dal FAI in collaborazione con Intesa
Sanpaolo, si sono infatti aggiunte altre 4.694 cartoline, non conteggiate prima a causa di un
disguido nella spedizione.
Un numero davvero significativo, che testimonia l'interesse dei genovesi verso questo monumento
storico tanto da farlo balzare in vetta alla classifica nazionale, per l'esattezza al secondo posto dopo il
Castello della Colombaia di Trapani (primo con 7.052 voti) e subito prima della Libreria Bocca,
famoso esercizio storico di Milano (terzo con 5.258 voti).
Per la quarta edizione de "I luoghi del cuore" il FAI aveva chiesto di segnalare ciò che rovina i
luoghi più amati. Oltre 115.000 italiani hanno partecipato con entusiasmo a questa iniziativa, non
solo restituendo un'immagine dell'Italia ferita in molteplici modi ma anche segnalando le urgenze che
rischiano di compromettere le bellezze che ci circondano.
Come nel caso dell'ottocentesca Villa Durazzo Pallavicini, situata sulla collina di San Martino a
Genova Pegli, oggi sede del Museo Civico di Archeologia, ma minacciata da un forte stato di
incuria. La Villa è famosa per il parco che il Marchese Ignazio Pallavicini fece progettare da Michele
Canzio, scenografo del teatro Carlo Felice. Nel 1928 la marchesa Matilde Giustiniani donò l'intero
complesso al Comune - che ne è ancora oggi proprietario -, a condizione che esso restasse fruibile al
pubblico nella sua veste originaria. Ma questo non è stato possibile perché, a causa dell'inarrestabile
degrado, la parte alta del giardino è divenuta impraticabile e purtroppo lo è tuttora.
La questione è molto sentita, tanto che per la salvaguardia e il recupero di Villa Durazzo e del suo
parco si sono mobilitati molti genovesi, capitanati da Franco Galbo che si è occupato della raccolta
delle cartoline de "I luoghi del cuore", firmate da singoli cittadini di Pegli, da alunni e docenti di scuole
di ogni ordine e grado e da numerose associazioni locali. Una mobilitazione contro l'abbandono del
Parco e per il ripristino dei suoi percorsi - padiglione del the, giochi d'acqua, itinerario in barca dalle
grotte al lago - affinché il luogo possa tornare a essere un giardino di delizie. Ora la speranza è che
questo importante risultato sensibilizzi le istituzioni competenti sull'urgente necessità di un
intervento concreto che, come suggerito dal comitato che ha raccolto i voti, forse potrebbe essere
attuato grazie agli "eventuali fondi residui delle Colombiane".
Ufficio Stampa FAI
www.fondoambiente.it
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