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waterfront 12/06 sottolineatura

Dopo circa due anni dall'iniziale progetto relativo al waterfront di Genova, il cosiddetto "affresco", è stata esposta al Museo Galata la sua versione più recente, l'ultima di tante.

progetto waterfront, versione 12/2006

progetto waterfront, versione 12/2006 - Multedo La variabile impazzita che accomuna tutti i progetti è il porto petroli a Multedo. Se il primo "affresco" lo collocava sulla vicina punta dell'attuale aeroporto, la seguente revisione lo spostava nell'angolo sud est della diga di Pra' e parte su isole off-shore. Il peregrinare del porto petroli non era ancora concluso e gli approdi vennero spostati nuovamente in testa all'attuale aeroporto. Ultima beffa dopo il riavvicinamento a Multedo è il quasi raddoppio. I moli e le infrastrutture nell'attuale collocazione non cambiano molto ma a questi se ne aggiungono di nuovi a fine pista del Cristoforo Colombo.

Alla citata variabile si affianca però una costante: la nuova isola aeroportuale. Se considerata come opera a sè stante non costituirebbe un problema allontanando anzi il traffico aereo dall'abitato. I problemi grossi nascono invece dal riutilizzo della vecchia pista destinata a diventare un'enorme piattaforma per container.

progetto waterfront, versione 12/2006

Tra il raddoppio del porto petroli ed il nuovo terminal container, con l'ultimo "affresco" viene dipinto un futuro fosco per il territorio compreso tra Pegli e Sestri Ponente.

A mettere il dito nella piaga si aggiungono alcune recenti interviste tra televisioni e giornali.

"...
Più spazi per il porto vuol dire più business. Più business vuol dire più posti di lavoro. Io credo che dobbiamo ripartire da qui. Tutto il resto sono slogan. Basta con la città che rosicchia spazi al porto. Al contrario credo sia arrivato il momento per la città di prestare una nuova e maggiore considerazione al proprio porto
...
".
[L'Avvisatore Marittimo 06/12/06]

Trascrivo per intero la citazione ma sottolineo la frase "... Basta con la città che rosicchia spazi al porto. ...". Indipendentemente dalle affermazioni che probabilmente rispecchiano il punto di vista degli spedizionieri e quella che pare essere una scarsa considerazione degli altrui pensieri, bisognerebbe soffermarsi sugli "spazi rosicchiati al porto".

La recente storia di Genova mostra un porto che mangia voracemente estesi tratti di costa e spiagge del ponente cittadino ad indubbio danno dei suoi abitanti ed oggi, invece, si legge che la vittima è il porto "rosicchiato". Le seguenti foto di un plastico e di una carta di Genova non sembrano confermare la tesi.

plastico storico di Genova

carta storica di Genova

L'ultima intervista, la più promettente, purtroppo la meno interessante, riguarda l'autore del cosiddetto "affresco". Premetto che ho potuto visionarla solo nella versione on line.

schermate Una sorta di pellegrinaggio all'Oracolo di Delfi in cerca delle divine risposte. Una lezione suddivisa in capitoli interrotti da simpatiche perle di saggezza scritte a tutto schermo.

Purtroppo non sono molte le novità rispetto a quanto già letto e visto. Tra i tanti punti toccati vi sono anche alcune presunte verità non condivisibili.

Proverò a riassumere alcuni concetti base.

1. Genova non sarà mai un grande porto container. Questo tipo di attività sono abbastanza povere e quindi si rende necessaria la trasformazione del porto in porto fabbrica. Ciò comporta nuove attività legate ai container e non il solo transito. Per soddisfare questa necessità l'attuale aeroporto deve essere trasformato in terminal container con 8 km di porto in più e 40/50 nuovi attracchi. 3.000.000 mq in più al porto.

2. Ricerca dell'equilibrio tra porto e città senza che l'uno soffochi l'altro e risarcimento del ponente. Rubare il mare nella zona industriale e restituirla a ponente e a levante. 500.000 mq restituiti alla città.

3. Il porto deve crescere all'interno degli attuali confini tra Voltri e grossomodo la zona della Fiera del mare, non oltre. Il porto deve essere in linea per velocizzare le manovre delle navi.

4. Movimentare l'acqua del porto, ossigenarla e renderla più salubre.

5. L'affresco e le varie opere come la gronda sono legate dalla necessità di materiale di riempimento per il primo (50.000.000 mc) e la necessità di smaltimento dei detriti della seconda (20.000.000 mc).

Tra le note ...

6. Dall'entroterra e da Milano, oggi si scopre il mare a Genova e non solo ad Alassio e a Santa Margherita come una volta. E' più bello perché operoso.

7. Sulla sopraelevata il 50% dei veicoli attraversano solamente Genova.

Tra le varie affermazioni ed i conseguenti progetti o affreschi che dir si voglia non si può condividere questa sorta di carta bianca concessa al porto entro gli attuali confini. Sembra partire tutto da un concetto di fondo per cui il danno è fatto e quindi tanto vale perseverare. I quartieri già assoggettati al porto, all'aeroporto, all'industria e alle varie servitù cittadine non vengono risarciti vengono invece ancor più sfruttati per le stesse raddoppiate attività. Sia nella Genova com'è che nell'ipotetica Genova dell'affresco, lo squilibrio è evidente sia nel rapporto ponente - porto, in favore di quest'ultimo, sia nel rapporto ponente - levante.

Il porto in linea farà risparmiare tempo alle navi ma è anche evidente che una nave così ormeggiata sottrae più spazio di una attraccata ad un normale molo.

Tra le domande irrisolte:

- Multedo diverrà una sorta di uscita unica per ogni sorta di nave che passa per il porto in linea dalla petroliera di Multedo, alle porta container di Sestri Ponente sino allo yacht del nuovo porticciolo della stessa Sestri?

- Che fine hanno fatto gli impegni per la dismissione degli impianti legati al petrolio e pericolosi per l'abitato?

- Dove sono finite le isole off shore per il petrolio?

- Perchè non sfruttare questa soluzione allontanando il problema dall'abitato?
(L'isola di Pegli dista soli 2,4 km dalla costa mentre l'analoga struttura di Fiumicino è a 5,2 km)

- Nel concreto quali sono i risarcimenti per il ponente?

- I risarcimenti partono solo da Voltri verso Vesima?

- E' proprio impossibile ottimizzare l'uso dell'attuale terminal di Pra' velocizzando le operazioni di movimentazione e spostando il più possibile i container oltre Appennino?

- Il porto in linea è proprio l'unica e migliore soluzione per sfruttare i pochi spazi disponbili davanti alla città?

- Perchè si è scelto di regalare il mare al centro di Genova (vedi operazione Porto Antico) e non si è pensato di restituirlo ai quartieri del ponente che sempre l'hanno avuto?

- L'affresco è la conferma di una visione che vede nel ponente una sorta di polo delle sgradevoli servitù cittadine?

- L'ossigenazione delle acque portuali è veramente un fatto non secondario rispetto, ad esempio, alla vivibilità del ponente in rapporto al porto?

- La stagnazione dell'aeroporto è solo legata alla sua attuale collocazione o in realtà i vicini aeroporti sono meglio serviti dalle linee aeree per una semplice questione di domanda ed offerta?

- La molla economica che fa partire l'affresco è veramente nella necessità di nuovi spazi portuali o invece va cercata nella sua costruzione e nella necessità di smaltire i detriti della gronda?

Alcune domande secondarie:

- In fondo il gusto è una questione soggettiva ma il mare operoso di un porto è veramente più bello? Condivideranno a Portofino, Camogli o Capri?

- Veramente il 50% del traffico sulla soprelevata non riguarda Genova ma la attraversa solamente?

Dopo questa lunga serie di domande che senza risposta divengono purtroppo, ahimè, banale polemica, concludo con un'ultima simpatica curiosità. Un confronto tra lo stato attuale di Multedo secondo l'affresco ed un'altra foto dello stato attuale secondo Google Maps.

confronto

Sono proprio uguali? fine

Ghe.Ra.


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