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waterfront 12/06
Dopo circa due anni dall'iniziale progetto relativo al waterfront di Genova, il cosiddetto
"affresco", è stata esposta al Museo Galata la sua versione più recente, l'ultima di tante.
La variabile impazzita che accomuna tutti i progetti è il porto petroli a Multedo. Se il primo
"affresco" lo collocava sulla vicina punta dell'attuale aeroporto, la seguente revisione lo
spostava nell'angolo sud est della diga di Pra' e parte su isole off-shore. Il peregrinare
del porto petroli non era ancora concluso e gli approdi vennero spostati nuovamente in testa
all'attuale aeroporto. Ultima beffa dopo il riavvicinamento a Multedo è il quasi raddoppio. I moli e le
infrastrutture nell'attuale collocazione non cambiano molto ma a questi se ne aggiungono di
nuovi a fine pista del Cristoforo Colombo.
Alla citata variabile si affianca però una costante: la nuova isola aeroportuale. Se considerata
come opera a sè stante non costituirebbe un problema allontanando anzi il traffico aereo
dall'abitato. I problemi grossi nascono invece dal riutilizzo della vecchia pista destinata a
diventare un'enorme piattaforma per container.
Tra il raddoppio del porto petroli ed il nuovo terminal container, con l'ultimo "affresco" viene
dipinto un futuro fosco per il territorio compreso tra Pegli e Sestri Ponente.
A mettere il dito nella piaga si aggiungono alcune recenti interviste tra televisioni e giornali.
"...
Più spazi per il porto vuol dire più business. Più business vuol dire più posti di lavoro. Io credo
che dobbiamo ripartire da qui. Tutto il resto sono slogan. Basta con la città che rosicchia spazi
al porto. Al contrario credo sia arrivato il momento per la città di prestare una nuova e
maggiore considerazione al proprio porto
...".
[L'Avvisatore Marittimo 06/12/06]
Trascrivo per intero la citazione ma sottolineo la frase "... Basta con la città che rosicchia spazi al
porto. ...". Indipendentemente dalle affermazioni che probabilmente rispecchiano il punto di vista
degli spedizionieri e quella che pare essere una scarsa considerazione degli altrui pensieri,
bisognerebbe soffermarsi sugli "spazi rosicchiati al porto".
La recente storia di Genova mostra
un porto che mangia voracemente estesi tratti di costa e spiagge del ponente cittadino ad
indubbio danno dei suoi abitanti ed oggi, invece, si legge che la vittima è il porto "rosicchiato".
Le seguenti foto di un plastico e di una carta di Genova non sembrano confermare la tesi.
L'ultima intervista, la più promettente, purtroppo la meno interessante, riguarda l'autore del
cosiddetto "affresco". Premetto che ho potuto visionarla solo nella versione on line.
Una sorta di pellegrinaggio all'Oracolo di Delfi in cerca delle divine risposte. Una lezione
suddivisa in capitoli interrotti da simpatiche perle di saggezza scritte a tutto schermo.
Purtroppo non sono molte le novità rispetto a quanto già letto e visto. Tra i tanti punti toccati
vi sono anche alcune presunte verità non condivisibili.
Proverò a riassumere alcuni concetti base.
1. Genova non sarà mai un grande porto container. Questo tipo di attività sono abbastanza
povere e quindi si rende necessaria la trasformazione del porto in porto fabbrica. Ciò comporta
nuove attività legate ai container e non il solo transito. Per soddisfare questa necessità
l'attuale aeroporto deve essere trasformato in terminal container con 8 km di porto in più e
40/50 nuovi attracchi. 3.000.000 mq in più al porto.
2. Ricerca dell'equilibrio tra porto e città senza che l'uno soffochi l'altro e risarcimento del
ponente. Rubare il mare nella zona industriale e restituirla a ponente e a levante. 500.000 mq
restituiti alla città.
3. Il porto deve crescere all'interno degli attuali confini tra Voltri e grossomodo la zona della
Fiera del mare, non oltre. Il porto deve essere in linea per velocizzare le manovre delle navi.
4. Movimentare l'acqua del porto, ossigenarla e renderla più salubre.
5. L'affresco e le varie opere come la gronda sono legate dalla necessità di materiale di
riempimento per il primo (50.000.000 mc) e la necessità di smaltimento dei detriti della
seconda (20.000.000 mc).
Tra le note ...
6. Dall'entroterra e da Milano, oggi si scopre il mare a Genova e non solo ad Alassio e a Santa
Margherita come una volta. E' più bello perché operoso.
7. Sulla sopraelevata il 50% dei veicoli attraversano solamente Genova.
Tra le varie affermazioni ed i conseguenti progetti o affreschi che dir si voglia non si può
condividere questa sorta di carta bianca concessa al porto entro gli attuali confini. Sembra
partire tutto da un concetto di fondo per cui il danno è fatto e quindi tanto vale perseverare. I
quartieri già assoggettati al porto, all'aeroporto, all'industria e alle varie servitù cittadine non
vengono risarciti vengono invece ancor più sfruttati per le stesse raddoppiate attività. Sia nella
Genova com'è che nell'ipotetica Genova dell'affresco, lo squilibrio è evidente sia nel rapporto
ponente - porto, in favore di quest'ultimo, sia nel rapporto ponente - levante.
Il porto in linea farà risparmiare tempo alle navi ma è anche evidente che una nave così
ormeggiata sottrae più spazio di una attraccata ad un normale molo.
Tra le domande irrisolte:
- Multedo diverrà una sorta di uscita unica per ogni sorta di nave che
passa per il porto in linea dalla petroliera di Multedo, alle porta container di Sestri Ponente sino
allo yacht del nuovo porticciolo della stessa Sestri?
- Che fine hanno fatto gli impegni per la dismissione degli impianti legati al petrolio e pericolosi per l'abitato?
- Dove sono finite le isole off shore per il petrolio?
- Perchè non sfruttare questa soluzione allontanando il problema dall'abitato?
(L'isola di Pegli dista soli 2,4 km dalla costa mentre l'analoga struttura di Fiumicino è a 5,2 km)
- Nel concreto quali sono i risarcimenti per il
ponente?
- I risarcimenti partono solo da Voltri verso Vesima?
- E' proprio impossibile ottimizzare
l'uso dell'attuale terminal di Pra' velocizzando le operazioni di movimentazione e spostando il
più possibile i container oltre Appennino?
- Il porto in linea è proprio l'unica e migliore soluzione per sfruttare i pochi spazi disponbili davanti alla città?
- Perchè si è scelto di regalare il mare al centro di Genova (vedi operazione Porto Antico) e non si è pensato di
restituirlo ai quartieri del ponente che sempre l'hanno avuto?
- L'affresco è la conferma di una visione che vede nel ponente una sorta di polo delle sgradevoli servitù cittadine?
- L'ossigenazione delle acque portuali è veramente un
fatto non secondario rispetto, ad esempio, alla vivibilità del ponente in rapporto al porto?
- La stagnazione dell'aeroporto è solo legata alla sua attuale collocazione o in realtà i vicini
aeroporti sono meglio serviti dalle linee aeree per una semplice questione di domanda ed
offerta?
- La molla economica che fa partire l'affresco è veramente nella necessità di nuovi spazi
portuali o invece va cercata nella sua costruzione e nella necessità di smaltire i detriti della
gronda?
Alcune domande secondarie:
- In fondo il gusto è una questione soggettiva ma il mare operoso di
un porto è veramente più bello? Condivideranno a Portofino, Camogli o Capri?
- Veramente il 50% del traffico sulla soprelevata non riguarda Genova ma la attraversa solamente?
Dopo questa lunga serie di domande che senza risposta divengono purtroppo, ahimè, banale
polemica, concludo con un'ultima simpatica curiosità. Un confronto tra lo stato attuale di
Multedo secondo l'affresco ed un'altra foto dello stato attuale secondo Google Maps.
Sono proprio uguali?
Ghe.Ra.
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