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PEGLITE - Filippo Rissotto recensione
Antonio Marani l'ha definito "la più bella guida turistica che sia mai stata scritta per Pegli".
Crediamo che volesse riferirsi in particolare al fatto che l'Autore è riuscito a ri-guardare con occhi nuovi, quasi vergini,
un ambiente pur amato, ma al quale era inevitabilmente assuefatto, come tutti noi che a Pegli ci siamo nati.
Indubbiamente l'espediente tecnico dell'"io narrante" contribuisce a creare quell'effetto di immediatezza,
che trasferisce intatta al lettore la meraviglia di chi visita per la prima volta Villa Pallavicini, Villa d'Oria, Villa Banfi,
l'Alta Val Varenna, o uno degli altri bellissimi posti di cui Pegli è così ricca.
Ma non è tutto: quasi temesse che una "visita" pur ben guidata tra bellezze paesaggistiche e risvolti culturali potesse annoiare il lettore,
Rissotto si è prodigato nel creare una trama davvero avvincente, di quelle che ti obbligano a voltare continuamente pagina, per vedere
"come va a finire". Addirittura, da un certo punto in poi, pare instaurarsi una sorta di gara con il lettore, che inizia a pensare
cosa accidenti si inventerà l'autore per spiegare in maniera univoca ed esaustiva tutte le stranezze che la narrazione via via propone.
Ebbene, evento abbastanza inconsueto di questi tempi, il finale non sarà per nulla deludente: anche in questo caso concordiamo con Marani,
nell'affermare "sorprendente ed originale" la chiusura di questo romanzo.
Crediamo infine che meriti due parole lo sforzo, tipografico e non solo, compiuto da Ateneo (casa editrice pegliese, la stessa - e non è un caso -
di "Pegli nel tempo e nei tempi"): un romanzo corredato da una cinquantina di bellissime foto a colori (tutte inedite), e neppure raccolte nel classico
"sedicesimo centrale a colori", ma distribuite su tutto il testo e sempre congruenti con la narrazione, non è cosa da poco.
copertina ...
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