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Isola off-shore ...
articolo e considerazioni sottolineatura

A seguito di un articolo pubblicato il 3 febbraio 2012 sull'edizione locale de "la Repubblica", dal titolo "Porto Petroli, comitati contrari all'isola 'Meglio spendere i soldi nel quartiere'", sarebbe opportuno esaminare con più attenzione certe affermazioni riportate.

Il titolo dell'articolo lascia intendere che l'intervistato riporti l'univoca contrarietà dei comitati all'isola. Purtroppo non è la prima volta che sui quotidiani si generalizza creando l'equivoco che un solo comitato (o l'intervistato) parli per tutti senza neanche verificare la discordanza dal pensiero degli altri. Un articolo così impostato rischia di falsare il quadro della situazione reale.

Entrando nel merito dell'articolo e analizzando le affermazioni in modo più concreto emerge la fragilità dei presunti punti di forza del costrutto ai quali si possono muovere alcune osservazioni.

Il rischio ambientale, per quanto importante, non può superare per rilevanza i rischi per la salute e la sicurezza della popolazione residente. Non possono essere equiparati al momento della valutazione sulla localizzazione di un'attività. La celerità e la facilità di intervento in caso di versamento non è prioritaria rispetto a salute e vita.

In caso di esplosione, la soluzione off-shore limiterebbe il rischio per le vite umane, purtroppo esclusivamente in senso numerico, al solo personale coinvolto lasciando la popolazione in posizione di relativa sicurezza. Non dovrebbe essere necessaria l'evacuazione degli abitanti di numerosi condominii e i fumi della combustione non si abbatterebbero direttamente ed istantaneamente sull'abitato. I soccorritori potrebbero agire in maggior sicurezza senza essere costretti a forzare i tempi per proteggere la popolazione limitrofa e il rischio interruzione per l'unico asse viario utile per l'avvicinamento del personale e dei mezzi al porto petroli sarebbe notevolmente ridotto.

La soluzione portuale, in caso di esplosione, comporterebbe invece: il possibile coinvolgimento degli abitanti, il potenziale danneggiamento dei sistemi di emergenza in sito e la messa a rischio delle altre petroliere vicine costringendole alla fuga in condizioni critiche.

In merito al sottoutilizzo e all'abbandono dell'attuale struttura off-shore, durante gli incontri pubblici, questo fu addebitato genericamente agli armatori che per convenienza economica preferiscono "la terra" senza che l'autorità competente possa imporsi in alcun modo.

Ritengo inutile soffermarmi sull'annuncio della "partecipazione straordinaria" delle solite guest star. fine

Ghe.Ra.

P.S.
A scanso di equivoci, quanto scritto è opinione personale!


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